Intolleranza al lievito, quali alimenti creano maggiori problemi?

In caso di intolleranza al lievito occorre eliminare dalla dieta tutti quegli alimenti e bevande che lo contengono. Alcuni come il pane o la birra sono ben noti, ma altri sono decisamente insospettabili.

Intolleranza al lievito, quali alimenti creano maggiori problemi?


Intolleranza al lievito, cos’è e quali sono i sintomi

L’intolleranza al lievito non è una diagnosi totalmente accettata nel mondo medico-scientifico anche se di fatto una dieta senza lievito nella pratica comune riesce a migliorare la sintomatologia di numerosi pazienti. I disturbi più comuni che fanno pensare a questa condizione sono:

  • Pancia gonfia
  • Meteorismo
  • Flatulenza
  • Diarrea
  • Nausea
  • Vomito
  • Senso di spossatezza ingiustificata
  • Nervosismo
  • Difficoltà di concentrazione
  • Mal di testa

In realtà si parla di intolleranza alimentare quando l’organismo non riesce a digerire bene un alimento o parte di esso, provocandone un accumulo nell’organismo e dunque una reazione come nel caso dell’intolleranza al lattosio. Va distinta dall’allergia in cui vi è invece una risposta autoimmune. Per ciò che riguarda il lievito, non è tanto tale microrganismo (un fungo unicellulare) a creare i disturbi, quanto la sua attività: fermenta gli zuccheri dei carboidrati e così facendo sviluppa anidride carbonica. E’ questa che può dar luogo ai sintomi sopradescritti e non il lievito di per sé stesso. Tuttavia è possibile eliminarli astenendosi per alcune settimane dall’assumere prodotti alimentari contenenti lievito.

Intolleranza al lievito, quali alimenti evitare?

Ovviamente la prima cosa da eliminare dalla dieta quotidiana sono i prodotti lievitati:

  • Pane
  • Pizza
  • Torte lievitate
  • Biscotti
  • Pasticcini

Lo stesso dicasi per alcune bevande che sono frutto di fermentazione:

  • Birra (il lievito più usato è quello di birra o Saccharomyces cerevisiae)
  • Vino
  • Alcolici non distillati

Vanno evitate anche le bibite gassate, non solo perché aumentano la sintomatologia, ma per i loro zuccheri aggiunti che potrebbero innescare a livello intestinale una sintesi da parte dei funghi/lieviti del bioma intestinale. Lo stesso vale per i succhi di frutta anche se non sono addizionati con anidrite carbonica.

Per i condimenti occorre escludere dall’alimentazione aceto, maionese e senape, nonché la margarina, mentre il burro e l’olio non destano problemi.

Altri alimenti che provocano problemi in caso di intolleranza al lievito sono:

  • Funghi
  • Pomodori in conserva
  • Cibi in scatola
  • Carni affumicate o in conserva (come alcune lavorazioni di prosciutto che possono contenere zuccheri aggiunti o lievito)
  • Verdure e carni in salamoia
  • Frutta acidula come gli agrumi
  • Frutta ricca di zuccheri (datteri, fichi, uva, banane)
  • Formaggio stagionato o quello con muffa naturale
  • Latticini (contengono lattosio che è uno zucchero e può alimentare il lievito che si trova alivello intestinale sviluppando gas. Alcuni prodotti lattier caseari talvolta possono invece aiutare, come gli yogurt probiotici)

Attenzione: il lievito di birra, grazie al suo alto contenuto di Vitamina B e aminoacidi essenziali è presente anche in numerosi integratori alimentari. E’ dunque sempre importante leggere le etichette.

Dieta senza lievito

L’eliminazione dei prodotti lievitati nella dieta quotidiana non deve essere necessariamente drastica: non si può rischiare di sbilanciare i nutrienti. Molto dipende dai sintomi, ma un nutrizionista o dietista può mettere a punto un’alimentazione perfetta grazie anche a numerosi altri cibi che non contengono lievito. In genere in un paio di mesi i disturbi scompaiono e si può gradualmente tornare ad introdurre tutti gli alimenti con agenti lievitanti.